A "Tempo Barocco" una pianista dalla tecnica eccezionale tra Haydn e Shostakof
Vacatello, Quando il pianoforte fa spettacolo
From L' Eco di Bergamo September 11,2008
Tempo Barocco" riparte da dove era rimasto. Dal grande successo di pubblico che anche al primo concerto ha sorriso alla manifestazione della Provincia di Bergamo. Dopo il saluto un pò emozionato di Ettore Tacchini, neopresidente dell'associazione Sala Greppi, che cura l'organizzazione della manifestazione, la parola è passata ale mani della pianista Mariangela Vacatello, che tra Haydn e Beethoven ha lasciato intendere un nuovo corso della sua strada artistica. Nella Fantasia in do maggiore" la dovizia di ornamentazioni e figure garbate poteva lasciar intendere semplicemente un adesione un pò estremizzata al fare galante ed aggraziato dei disegni musicali, ma la successiva "Sonata op. 109" di Beethoven ha invece confermato che si trattava di una svolta stilistica, Quasi un altra Vacatello rispetto a qualche tempo fà, più posata , più attenta a scandagliare tre le sottili sovrapposizioni del tocco. In un certo senso la pianista napoletana sembra avere un pò contenuto l'escursione della dinamica, tra piano e forte, ma nello stesso tempo aver incrementato la quantità di varianti utilizzate. Per altro nella sua "Sonata" la bellezza e la limpida scorrevolezza del canto si facevano apprezzare ad ogni ripresa, coniugando con uno spessore e una pulizia tecnica di prim'ordine, in particolare in quella dei trilli. Ne è uscito un Beethoven aurorale, o crepuscolare, quasi in sintonia con il successivo studio di Liszt "Armonia della sera". Che però la Vacatello non avesse risposto l'anima battaglieraed energica lo si è visto nel successivo dittico di Shostakovich, che con i "Preludi e fuga n. 2 e n. 15", manifesto di un sarcasmo intriso con pregnanza e vigore sanguigno della scrittura neoclassica: e la pianista ha messo in campo tutta la fulminea reattività, lo scatto e la velocità della sua formidabile manualità.